
Colgo questa occasione per approfondire un aspetto fondamentale dello Yoga: Mukti, dalla radice sanscrita lasciare, abbandonare, liberarsi, oppure Moksa, desiderio di liberarsi.
Il bene supremo, il fine non solo dello Yogin ma di tutti coloro che percorrono una qualunque via di autorealizzazione è la liberazione dell’anima dal ciclo del divenire, che va dal piacere al dolore, dal bene al male, dalla felicità alla tristezza, l’attaccamento e l’avversione.
Il bene supremo, il fine non solo dello Yogin ma di tutti coloro che percorrono una qualunque via di autorealizzazione è la liberazione dell’anima dal ciclo del divenire, che va dal piacere al dolore, dal bene al male, dalla felicità alla tristezza, l’attaccamento e l’avversione.
Questo ciclo continuo è detto “Saṃsāra” la ruota del divenire.
La forza che la fa girare è la nescienza, la non conoscenza della legge di causa ed effetto che governa le azioni umane.
Così spiega Vyasa:
"La felicità è causata dal merito, il dolore dal demerito,
dalla prima dunque proviene l’attaccamento,
dalla seconda l’avversione.
Da ciò nasce lo sforzo dell’uomo che entra in azione
favorendo o danneggiando il prossimo
donde nuovamente discende merito o demerito
donde felicità o dolore
donde attaccamento o avversione”.
Che fare allora?
Vincere l’ignoranza è il primo gradino,
Vivere come spettatore che guarda la scena della vita,
gli attori della mente e del corpo
che recitano sul palcoscenico
e si appassiona; piange e ride
ma rimane sempre spettatore.
Pratica Yoga
Eccoti in regalo una pratica Yoga con alcuni stimoli in proposito.
Buona pratica...
Namastè
Laura Eynard
Insegnante di Yoga | Fondatrice di "Sentieri di Armonia" | Ideatrice del Metodo NaturYoga® | Autrice del libro “Yoga, la danza della Vita”.
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