
Cosa fare per stare bene?
Per accogliere con serenità i cambiamenti che porta con sè e trarne vantaggio per il nostro benessere?
Prima di tutto entrare in sintonia con il nostro corpo che in questo momento fa fatica ad adattarsi.
L’apparato digerente e l’intestino paiono rallentati ed i polmoni iniziano ad avere i primi problemi da raffreddamento?
Infatti sono due le parti del corpo maggiormente interessate nel periodo autunnale: i polmoni ed il colon.
È necessario entrare in ascolto di ciò che hanno da raccontarci e aiutarli a restare puliti.
Queste zone del corpo agiscono in sintonia in quanto sono entrambe deputate a separare il puro dall'impuro.
Il colon viene denominato il grande eliminatore.
Anche la pelle è associata.

Iniziamo dal COLON...
È il tunnel interiore, il luogo del passaggio, dello scorrimento, dell'assorbimento del nutrimento e rappresenta la capacità di vivere traendo il giusto frutto dalle esperienze della vita, ci dice che tutto è amore, che ogni cosa che entra dentro di noi può essere assimilata e trasformata in nutrimento.
Il tuo sintomo è la diarrea?
Come la paura ci porta a chiudere la bocca dello stomaco, a bloccare il respiro, a creare l'immobilità come mimetizzazione, il sintomo della diarrea può essere la fuga, il mollare tutto e scappare, il rifiuto dell'amore e del nutrimento, l'impossibilità di far entrare e di crescere attraverso l'esperienza.
Il colon ci insegna a stare nelle cose con fiducia e calma, a lasciar passare.
I momenti difficili senza fare di tutto per sbarazzarcene, senza fuggire o fare le cose in fretta e furia..
Il tuo sintomo è la stitichezza?
Come i polmoni, a cui è energeticamente collegato, il colon svolge anche una funzione di scambio, di restituzione, di donazione.
Ecco perché un comune sintomo quale la stitichezza ci mette in contatto con la nostra difficoltà di donare e di donarci, di riconoscere il nostro valore, di lasciarci andare, di mostrare la nostra vulnerabilità o semplicemente lasciar andare il vecchio, quello che non ci serve più.
La stipsi ci fa pensare a: trattengo dentro di me i prodotti di scarto del metabolismo perché ho paura di rimanere solo, di essere abbandonato, di non essere protetto.
Per altro il crasso rappresenta anche bene l'inconscio, l'Ade interiore, il regno dei morti, i ricordi che ci legano a un passato che è passato e quindi morto, inesistente.
Niente di più dannoso per l'intestino che vivere di ricordi o serbare rancore per il passato, perché ciò equivale a dire al nostro organismo di trattenere e custodire gelosamente tutti i prodotti di scarto e quindi riempirci di tossine e veleni.
Ancora una volta il nostro corpo dimostra di possedere una profonda saggezza insegnandoci a vivere giorno per giorno, svuotandoci e riempiendoci con moderazione, tranquillità e fiducia, a lasciar andare con serenità e morbidezza, senza fissarsi sul dolore per ciò che è stato.
Ciò che conta è vivere l'esperienza, bella o brutta, felice o dolorosa, leggera o pesante (assimilazione), integrarne per qualche tempo le reazioni emozionali e mentali (assorbimento dei liquidi e dei sali minerali), e infine, rapidamente ed efficacemente, lasciar andare ogni residuo attaccamento o rimpianto, godendo di un rinnovato senso di leggerezza (evacuazione).
2 consigli yoga per metterci in relazione con il colon?
- La sera sdraiati e metti le mani sulla pancia ascoltando il respiro che la solleva e la abbassa: ha una azione fortemente efficace sul dolore interiore che è sempre legato alla paura di non farcela, alla paura di morire...
- LAKINI ASANA, la posizione simbolo della flessibilità e della tolleranza...

Praticala la mattina per sciogliere le articolazioni di ginocchia, anche per allungare la schiena ma soprattutto per massaggiare il colon ascendente e discendente.
Fai in modo che ogni espiro svuoti completamente la pancia e le cosce entrino nella pancia massaggiando dolcemente i visceri.
Buona Pratica...
Namastè
Laura Eynard
Insegnante di Yoga | Fondatrice di "Sentieri di Armonia" | Ideatrice del Metodo NaturYoga® | Autrice del libro “Yoga, la danza della Vita”.
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